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Documento del Comitato Provinciale dell'ANPI di Varese sulle cellule neo-naziste

Dopo l'indagine della magistratura sulle cellule neo-naziste e le ultime provocazioni.

La efficace e positiva indagine aperta dalla Procura della Repubblica sulla rete delle cellule neo-naziste, esistenti non solo in provincia di Varese, è meritevole di attenzione da parte delle forze politiche e sociali nonché da ogni cittadino che si riconosce nei principi fondativi della Costituzione repubblicana.

La esistenza di gruppi di estrema destra che si richiamano al nazismo non è cosa nuova. Essi hanno presentato liste di candidati in alcune elezioni dei Consigli Comunali. A Duno, il più piccolo Comune della Provincia, accanto a due liste di candidati locali e della zona, si è vista quella dei neo-nazisti e un'altra di estrazione neo-fascista, tutte e due con candidati provenienti da località lontane.

Il fatto è stato ignorato da molti ma la pericolosità di questa presenza è stata richiamata dall'ANPI che ha chiesto ed ottenuto un chiaro pronunciamento del Comitato Provinciale per le onoranze ai caduti del San Martino, presieduto dal Presidente della Provincia, che ha rivolto singolarmente ad ogni elettrice ed elettore di Duno un fervido appello a che il voto voto "... libero grazie al sacrificio degli uomini del Tenente colonnello Carlo Croce, non avvalori un pericoloso ritorno indietro e non cancelli la memoria dei 36 caduti della battaglia del San Martino, del novembre 1943". Non è errato affermare che questo unitario invito è stato determinante affinché i provocatori neo-nazisti siano stati isolati e senza un voto.

Se questo è già un fatto che conferma la esistenza di una rete di neo-nazisti e del modo in cui rispondere, altrettanto evidenti sono altri episodi che non devono essere ignorati. 

Anche sui quotidiani locali non è raro leggere indignate lettere di cittadini che segnalano l'esistenza a Gallarate o a Tradate di locali pubblici ove fanno bella mostra di sè emblemi e simboli del passato regime fascista e nazista. Basta andare una volta in uno stadio sportivo, a Varese o a Busto, per assistere a parate di gesti, grida, insulti organizzati da coloro che sfruttano la palestra sportiva per fare della propaganda neofascista.

Non ultima, vi è stata sabato 22 settembre, a Busto Arsizio, la ignominiosa aggressione di un gruppo di neo-nazisti al compagno Angelo Castiglioni, partigiano ed ex deportato nel campo di concentramento di Flòssemburg.

Queste squallide esibizioni sono anche la conseguenza del revisionismo storico, dei continui tentativi di riscrivere la storia ponendo sullo stesso piano vittime e carnefici.

Si richiamano questi fatti non per ingigantirne la portata ma per respingere le teorie che già si segnalano, come quelle del Sindaco di Buguggiate che pubblicamente minimizza i fatti, che ritiene questi neo-nazisti degli sprovveduti, che critica la Procura di Varese perché con questa indagine si colpirebbe la libertà di opinione, garantita dalla Costituzione.

La risposta a questi atteggiamenti pseudo libertari e di pericolosa complicità tra esponenti delle Istituzioni repubblicane e i rigurgiti neo-nazisti deve essere chiara e inequivocabile. La Costituzione e le leggi impediscono il sorgere di movimenti che apertamente sostengono il culto della razza, la segregazione razziale, che fanno apologia dello sterminio e l'operato della magistratura e delle forze dell'ordine per impedire che questo avvenga è meritevole e di aperto sostegno.

Ma non spetta solo alle forze dello Stato difendere la democrazia. E' questo un compito che spetta a tutte le forze democratiche, alle associazioni, ai partiti, ai cittadini. Deve essere un compito permanente da ricollegare sempre alla origine della nostra democrazia, alla partecipazione popolare alla lotta di Resistenza che vede tutte le forze democratiche, tutti i partiti uniti nella riconquista della libertà.

Per chi è preoccupato e indignato di fronte a questo risorgere di tentazioni eversive la risposta sta nella partecipazione al momento del ricordo e della memoria del nostro passato, una memoria che deve però essere ricondotta ai fatti di oggi. Per questo motivo chiediamo che la partecipazione il 7 ottobre alle manifestazioni per "l'ottobre di sangue" a Varese e a Luino, on sia solo dedicata al ricordo del sacrificio di 16 partigiani, ma diventi occasione per dire no al risorgere di trame neo-naziste, per manifestare oggi il proprio personale impegno contro ogni ritorno indietro per difendere oggi le conquiste di libertà allora conseguite.

Alle forze politiche e sociali il compito di favorire il più alto livello di unità e la adesione ad ogni iniziativa e aggregazione che abbia come fine la difesa dei valori della nostra Costituzione, non ultima la adesione ad un Comitato unitario antifascista per la difesa dell'ordine Costituzionale.

Varese, 25.09.07

 

 

 

     
     
     
     
     
 
 
     

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