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Si è svolta a Cassano Magnago il giorno
di domenica 24 ottobre la annunciata manifestazione in occasione del 60°
anniversario dell'assassinio del compagno Mauro Venegoni, indetta dalle
Amministrazioni e dalle Sezioni ANPI di Legnano, Busto Arsizio e Cassano
Magnago.
Centinaia di cittadini si sono dati convegno lungo la strada che da Cassano
porta a Busto Arsizio. Molti i gonfaloni e i Sindaci della zona, decine
e decine di bandiere delle Sezioni ANPI e delle organizzazioni dei partiti
democratici. Parecchi anche i giovani presenti a significare l'adesione
al ricordo dei caduti per la libertà.
Davanti al monumento eretto in ricordo di Venegoni sul luogo dove fu trucidato,
dopo la deposizione di una corona di alloro, si è svolta la cerimonia
ufficiale. Presentato dal compagno Landini, presidente dell'ANPI di Legnano,
ha parlato il Sindaco di Cassano Magnago che si è giustamente richiamato
al sacrificio di Venegoni per la causa della libertà e della democrazia.
Ha poi preso la parola il compagno Tino Casali, Vice Presidente nazionale
vicario della nostra Associazione che ha richiamato tutti i presenti sulla
biografia di Venegoni ma, soprattutto, sulla necessità di mantenere
fede al messaggio che deriva dal suo impegno civile e politico per il
riscatto dell'onore dell'Italia e per la difesa dei più deboli.
Non poteva mancare un preciso riferimento alle recenti vicende politiche
che mirano ad una vergognosa manipolazione e revisione della storia di
quegli anni, quale la decisione della maggioranza parlamentare in sede
di commissione referente al Senato di considerare gli appartenenti alle
formazioni militari di Salò quali "legittimi belligeranti".
Casali si è più volte richiamato alla necessità di
difendere la Costituzione repubblicana i qui valori derivano dalla lotta
di Resistenza, una Costituzione approvata con il contributo di una larghissima
maggioranza delle forze politiche, pur divise tra di loro su molti problemi.
E' a questo punto che si è verificata la vergognosa e provocatoria
iniziativa dell'On. Speroni. Quando Casali, applaudito molte volte, si
è richiamato alla necessità di non procedere a colpi di
maggioranza per ogni modifica Costituzionale, lo Speroni ha abbandonato
la presidenza della manifestazione dimostrando così di non voler
nemmeno ascoltare le opinioni degli altri. Il gesto (ripetuto dopo l'analogo
abbandono di una manifestazione partigiana nel 1998 quando si è
ricordato il messaggio dei partigiani fucilati che dicevano "Evviva
l'Italia") è stato rumorosamente deprecato dai cittadini presenti.
Si è chiusa così, con la intemperanza di un personaggio
abituato a simili sceneggiate, una manifestazione unitaria iniziata bene,
nel nome della unità delle forze antifasciste.
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