Resistenza Oggi - nov 2004, n. 31
Bollettino di informazione ANPI - Varese

 

Attentato fascista
Bruciata la sede dell'ANPI di Busto Arsizio

 

Nella notte dell'8 settembre (si noti la data non casuale) i soliti "ignoti", dopo aver rotto i vetri dell'ufficio della sede dell'ANPI di Busto Arsizio, in Via Ferrer, hanno lanciato materiale incendiario che ha prodotto gravi danni. Due uffici sono stati completamente anneriti dall'incendio e parecchie suppellettili hanno preso fuoco. Lo spostamento d'aria derivato dal calore dell'incendio ha letteralmente scardinato la vetrata del salone e molti vetri sono andati in frantumi. L'allarme dato da alcuni vicini ha fatto accorrere le forze di pubblica sicurezza e i pompieri.
Veramente brutto il quadro che si è presentato ai primi compagni accorsi sul posto nelle prime ore del mattino. L'edificio, proprietà del Comune, era praticamente inutilizzabile. Sul muro esterno la firma, la croce celtica disegnata col solito spray nero.
Nel primo mattino si sono recati sul posto i membri del Comitato Direttivo della Sezione con il Presidente, l'avvocato Gianluigi Ceriotti che ha provveduto alla denuncia alle autorità di pubblica sicurezza. Subito sono stati informati del grave atto i compagni delle più importanti sezioni, si è stilato un comunicato inviato a tutte le forze politiche e si è convocata una immediata riunione per la sera stessa.
Durante la giornata moltissime le manifestazioni e i messaggi di solidarietà pervenuti alla Sezione. Immediata è stata la mobilitazione dell'apparato comunale che ha provveduto ai primi interventi e anche la visita del Sindaco è stata apprezzata dai compagni stante l'impegno preso a rifare più bella la sede e a migliorarne la sicurezza.
L'attentato di Busto (perché di attentato si tratta) fa seguito ad una lunga serie di provocazioni, opera degli stessi soggetti, compiuti a Luino, dove è stata asportata la targa della sede ANPI, a Varese, dove è stato imbrattato il muro esterno della sede del Comitato Provinciale, a Bisuschio dove sono stati imbrattati i manifesti annuncianti una manifestazione sui temi della Resistenza, per non parlare della provocazione alla Festa della Resistenza dello scorso anno alla Schiranna di Varese.
Non è fuori luogo rilevare come tali provocazioni si accompagnano a una deliberata campagna di delegittimazione della Resistenza, evidente quando si tolgono i contributi alle Associazioni di ex partigiani o quando si vuole legiferare ponendo sullo stesso piano i partigiani e i fascisti di Salò, riconosciuti come "legittimi belligeranti".

IMMEDIATA E FORTE LA RISPOSTA

La sera stessa dell'attentato si è riunito immediatamente l'attivo della Sezione ANPI di Busto Arsizio che ha indetto un presidio di protesta per il giorno di sabato 11 settembre, alle ore 16 nella centrale piazza San Giovanni.
Centinaia di cittadini, di compagni e amici dell'ANPI con decine e decine di bandiere della nostra Associazione, molti giovani, si sono dati convegno per denunciare la provocazione fascista in una città come Busto Arsizio che, con i suoi 44 caduti durante la Resistenza, ha ottenuto il riconoscimento della medaglia di bronzo al valor militare. Numerose la rappresentanze dei partiti democratici, alcuni assessori, moltissimi i compagni della provincia. Era tale il numero dei partecipanti che, senza alcuna preventiva organizzazione, si è sentita la necessità di una pubblica assemblea. Il compagno Chiesa ha avviato l'improvvisato comizio dando la parola prima al compagno Ceriotti, presidente della Sezione, al compagno Landini di Legnano che ha portato la solidarietà del Comitato provinciale di Milano e infine ha concluso l'applaudito comizio invitando tutti i presenti a rispondere con una più ampia partecipazione alla vita e alla attività delle forze democratiche e, in particolare, alle manifestazioni in occasione del 60° anniversario della lotta di Resistenza.

ANCHE I GIOVANI HANNO MANIFESTATO

Il sabato 18 settembre, indetta da alcune associazioni giovanili della città, si è tenuta un'altra manifestazione, sempre nella centrale piazza San Giovanni a Busto Arsizio. Anche in questa occasione la partecipazione è stata numerosa a significare l'impegno civile e politico di tanti giovani impegnati nella difesa dei valori dell'antifascismo.
A tutti si è rivolta la compagna partigiana Ivonne Trebbi, membro del nostro Comitato provinciale invitandoli a proseguire la vigilanza e la lotta per mantenere le conquista di libertà e di democrazia che derivano dalla Resistenza e che sono parte della nostra Costituzione.
Se con il fuoco i provocatori fascisti volevano intimidire hanno ottenuto il risultato opposto.

CONSIGLIO COMUNALE APERTO

Accogliendo la proposta di alcuni Consiglieri dei partiti di sinistra, il Sindaco di Busto Arsizio ha convocato il Consiglio Comunale in seduta aperta al pubblico per discutere del vile attentato alla sede dell'ANPI.
Tutte le rappresentanze politiche hanno espresso viva riprovazione per l'atto criminoso e da più parti si è sollecitata una più continua azione unitaria che faccia argine al risorgere di tristi simboli e atti del passato regime. Per la nostra Associazione è intervenuto il compagno Gianluigi Ceriotti, presidente della Sezione ANPI di Busto Arsizio.