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Nella notte dell'8 settembre (si noti la
data non casuale) i soliti "ignoti", dopo aver rotto i vetri
dell'ufficio della sede dell'ANPI di Busto Arsizio, in Via Ferrer, hanno
lanciato materiale incendiario che ha prodotto gravi danni. Due uffici
sono stati completamente anneriti dall'incendio e parecchie suppellettili
hanno preso fuoco. Lo spostamento d'aria derivato dal calore dell'incendio
ha letteralmente scardinato la vetrata del salone e molti vetri sono andati
in frantumi. L'allarme dato da alcuni vicini ha fatto accorrere le forze
di pubblica sicurezza e i pompieri.
Veramente brutto il quadro che si è presentato ai primi compagni
accorsi sul posto nelle prime ore del mattino. L'edificio, proprietà
del Comune, era praticamente inutilizzabile. Sul muro esterno la firma,
la croce celtica disegnata col solito spray nero.
Nel primo mattino si sono recati sul posto i membri del Comitato Direttivo
della Sezione con il Presidente, l'avvocato Gianluigi Ceriotti che ha
provveduto alla denuncia alle autorità di pubblica sicurezza. Subito
sono stati informati del grave atto i compagni delle più importanti
sezioni, si è stilato un comunicato inviato a tutte le forze politiche
e si è convocata una immediata riunione per la sera stessa.
Durante la giornata moltissime le manifestazioni e i messaggi di solidarietà
pervenuti alla Sezione. Immediata è stata la mobilitazione dell'apparato
comunale che ha provveduto ai primi interventi e anche la visita del Sindaco
è stata apprezzata dai compagni stante l'impegno preso a rifare
più bella la sede e a migliorarne la sicurezza.
L'attentato di Busto (perché di attentato si tratta) fa seguito
ad una lunga serie di provocazioni, opera degli stessi soggetti, compiuti
a Luino, dove è stata asportata la targa della sede ANPI, a Varese,
dove è stato imbrattato il muro esterno della sede del Comitato
Provinciale, a Bisuschio dove sono stati imbrattati i manifesti annuncianti
una manifestazione sui temi della Resistenza, per non parlare della provocazione
alla Festa della Resistenza dello scorso anno alla Schiranna di Varese.
Non è fuori luogo rilevare come tali provocazioni si accompagnano
a una deliberata campagna di delegittimazione della Resistenza, evidente
quando si tolgono i contributi alle Associazioni di ex partigiani o quando
si vuole legiferare ponendo sullo stesso piano i partigiani e i fascisti
di Salò, riconosciuti come "legittimi belligeranti".
IMMEDIATA E FORTE LA RISPOSTA
La sera stessa dell'attentato si è
riunito immediatamente l'attivo della Sezione ANPI di Busto Arsizio che
ha indetto un presidio di protesta per il giorno di sabato 11 settembre,
alle ore 16 nella centrale piazza San Giovanni.
Centinaia di cittadini, di compagni e amici dell'ANPI con decine e decine
di bandiere della nostra Associazione, molti giovani, si sono dati convegno
per denunciare la provocazione fascista in una città come Busto
Arsizio che, con i suoi 44 caduti durante la Resistenza, ha ottenuto il
riconoscimento della medaglia di bronzo al valor militare. Numerose la
rappresentanze dei partiti democratici, alcuni assessori, moltissimi i
compagni della provincia. Era tale il numero dei partecipanti che, senza
alcuna preventiva organizzazione, si è sentita la necessità
di una pubblica assemblea. Il compagno Chiesa ha avviato l'improvvisato
comizio dando la parola prima al compagno Ceriotti, presidente della Sezione,
al compagno Landini di Legnano che ha portato la solidarietà del
Comitato provinciale di Milano e infine ha concluso l'applaudito comizio
invitando tutti i presenti a rispondere con una più ampia partecipazione
alla vita e alla attività delle forze democratiche e, in particolare,
alle manifestazioni in occasione del 60° anniversario della lotta
di Resistenza.
ANCHE I GIOVANI HANNO MANIFESTATO
Il sabato 18 settembre, indetta da alcune
associazioni giovanili della città, si è tenuta un'altra
manifestazione, sempre nella centrale piazza San Giovanni a Busto Arsizio.
Anche in questa occasione la partecipazione è stata numerosa a
significare l'impegno civile e politico di tanti giovani impegnati nella
difesa dei valori dell'antifascismo.
A tutti si è rivolta la compagna partigiana Ivonne Trebbi, membro
del nostro Comitato provinciale invitandoli a proseguire la vigilanza
e la lotta per mantenere le conquista di libertà e di democrazia
che derivano dalla Resistenza e che sono parte della nostra Costituzione.
Se con il fuoco i provocatori fascisti volevano intimidire hanno ottenuto
il risultato opposto.
CONSIGLIO COMUNALE APERTO
Accogliendo la proposta di alcuni Consiglieri
dei partiti di sinistra, il Sindaco di Busto Arsizio ha convocato il Consiglio
Comunale in seduta aperta al pubblico per discutere del vile attentato
alla sede dell'ANPI.
Tutte le rappresentanze politiche hanno espresso viva riprovazione per
l'atto criminoso e da più parti si è sollecitata una più
continua azione unitaria che faccia argine al risorgere di tristi simboli
e atti del passato regime. Per la nostra Associazione è intervenuto
il compagno Gianluigi Ceriotti, presidente della Sezione ANPI di Busto
Arsizio.
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